POLITICA Giugno 2010 La nuova amministrazione alla
prova del suo primo bilanciuccio
Il consiglio comunale approva, con un ritardo abissale e con tanti dubbi, il bilancio di previsione 2010. Si, proprio
il bilancio, quello strumento che deve essere approvato entro e non oltre il 31 dicembre
di ogni anno ma che ha visto il varo
soltanto il 30 aprile scorso, nel sottotetto
del municipio, in uno dei riti più incomprensibili
degli ultimi anni.
Si tratta del primo bilancio predisposto dal gruppo di Unione è Forza; un bilancio che rappresenta senza mezzi termini, dopo gli squilli tromba e le solite bocche aperte
di cartello, un fallimento totale sia nella visione politica che negli aspetti tecnici.
Una visione politica superficiale e distorta
contrapposta alla sfrontata arroganza
sulle questioni tecniche. Dal barbuto
maestro solo aria fritta a chiudere ogni possibile analisi e riflessione, soprattutto sugli insensati interventi sottovoce.
L'EDITORIALE di NANDO MARINUCCI Il fallimento... va nascosto..!
Se si ha a che fare con personaggi importanti
la posta in palio
è sempre molto alta e bisogna
andarci piano, usando
tutta la cutela necessaria.
Se è riuscito ha cambiare radicalmente le sorti della storia dell'umanita, non è impresa
difficile per Napoleone cambiare anche
quella di un'amministrazionciuccia piccola
piccola; un semplice segno, un ordine chiaro e perentorio per cambiare strategia ed abbandonare l'ambigua e subdola postazioncina
teatina.
Una guerra senza sosta nella sala di comando,
una lite continua che si protrae oramai
da diverso tempo fra bugie, pettegolezzi,
invenzioni, inutile prepotenza ed insignificanti
prese di posizione.
Stiamo cadendo sempre più in basso, nel baratro più profondo senza alcuna possibilità
di riemergere: adesso abbiamo litigato anche con l'Università.
Povera Torrevecchia in mano a questa gente. Un bisticcio continuo che alle volte si manifesta apertamente in tutta la sua arroganza
ma che riesce a mantenersi nascosto
fra le maglie di un contorto gruppo dedito
esclusivamente alla propria immagine,
con l'unico obiettivo di non far emergere
verità.
Ostracismo comunque per gli avversari: politici, religiosi, enti ed istituzioni che non si adeguano e non si sottomettono. Una storia
incredibile davvero; tra comico e tragico
una sorta di commedia alla torrevecchiana
che non conosce sosta e che comincia a preoccupare per l'insolito carattere di pericolo
economico che sta rivestendo.
E continuano ad ostentare sicurezza, dimostrando di voler continuare su questa
onda senza accorgersi, sciagurati, di aver ridotto anche le disponibilità economiche
per liti ed arbitrati nelle previsioni
di bilancio.
Non hanno nemmeno i soldi per litigare.
Una storia senza senso oramai, che non accenna a cambiare rotta. Dopo il plateale fallimento del Palazzo, che era il loro punto
di forza, con uno sbugiardamento senza eguali, vogliono ancora la ragione e gironzolano
come anime in pena nei locali vuoti del Palazzo, alla ricerca degli ultimi chiodi o sottovasi lasciati dall'Università. Strana metafora l'autoemoteca presente in piazza, domenica 9 maggio scorso, per raccogliere
forse l'ultima goccia di sangue di un organismo
giunto alla fine. Ecco apparire però
puntuale il barbuto burattinaio per raccoglierne
le spoglia: dopo la morte arrivano i soccorsi. Ma non conoscono tregua e rilanciano
ancora. Dopo un anno di amministrazione
hanno scoperto l'acqua e forti di poter disporre di qualche lavoretto di manutenzione
gratuito si sono accorti che esiste una fontana al Castello e così ci si organizza una mangiata istituzionale di pane e fave.